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Non è noto a tutti gli appassionati di Dragon Ball che questo
manga è ispirato, nella sua parte iniziale, ad una antica
leggenda. E' la leggenda dello scimmiotto di pietra, una delle più
note leggende cinesi; fa parte di un'enorme raccolta, il Daitoseikiki,
scritta intorno al VII sec d.C. dal monaco buddista Hsuan Tsang.
Daitoseikiki significa viaggio ad ovest, narra infatti del pellegrinaggio
del monaco, che nelle leggende si fa chiamare Tripikaka, verso occidente;
il suo viaggio assume contorni mitici e per molti secoli diventa
una delle storie più utilizzate nella letteratura cinese.
Tra tutte le leggende la più famosa è proprio quella
delloscimmiotto; il protagonista è appunto una piccola scimmia
(Gokuh in giapponese) che vive in un mondo popolato da animali pensanti;
la scimmia è molto ambiziosa e riesce ad imparare difficili
arti magiche, raggiungendo l'immortalità e il potere, anche
grazie alla capacità di volare sopra una nuvola e a al suo
bastone magico capace di allungarsi a suo piacimento.
In seguito troverete un'immagine che mostra come Toriyama aveva
studiato inizialmente i personaggi di Dragon Ball e poi un riassunto
più completo della prima parte della leggenda dello scimmiotto
di pietra. Non è la storia completa, ma solo la parte più
interessante per le somiglianze con Dragon Ball, col tempo cercherò
di terminarla. Una trama così completa la trovate solo in
questo sito, nessuno si è mai interessato veramente all'origine
di Dragon Ball, per cui prego i webmaster di altri siti di non rubarmela
e prego chiunque la trovasse in altri siti di segnalarmelo.
Dato che la storia è piuttosto lunga vi consiglio di scaricarvela
sul computer e di leggerla con calma.
C'era una rupe che sin dalla creazione del mondo era stata influenzata
dalle pure essenze del Cielo e dagli squisiti aromi della Terra,
dal vigore della luce del Sole e dalla grazie del lume di Luna,
sinchè alla fine fu magicamente pregna e un giorno si spaccò,
e partorì un uovo di pietra grande suppergiù come
una palla da gioco. Fecondato dal vento, esso si sviluppoò
in uno scimmiotto di pietra, perfetto in tutti i suoi organi e membra.
Istantaneamente questo scimmiotto imparò ad arrampicarsi
e a correre. L'imperatore di Giada si accorse della nascita di scimmiotto
e disse:<<queste creature del mondo di giù sono state
foggiate coll'essenza del Cielo e della Terra, e niente di quello
che accade laggiù dovrebbe sorprenderci>>.
Un giorno seguendo il corso di un torrente Scimmiotto e le sue
compagne scimmie giunsero di fronte a una cascata, e le scimmie
dissero: <<chiunque osasse superare queste cascate diventerebbe
nostro re>>. Subito lo scimmiotto di pietra si fece avanti
e, dopo aver superarto la cascata, si proclamò re delle scimmie
con il titolo di "grazioso Re Scimmiotto". Nominò
i suoi ministri e molto tempo trascorse il tempo senza preoccupazioni,
ma un giorno scoppiò in lacrime, i suoi sudditi gli chiesero
il motivo di questo pianto e lui disse: <<ora come ora non
ho alcun motivo per essere infelice, ma per il futuro ho una certa
apprensione. Diventerò vecchio e Yama, il Re della Morte,
sta segretamente aspettando di annientarmi. Non c'è proprio
un sistema con cui io possa vivere per sempre tra le genti del cielo?>>
Una scimmia disse: <<tre sole specie sono sottratte al dominio
di Yama: i Budda, gli Immortali e i Saggi>>. Il re tutto allegro
disse: <<domani mi separerò da voi, sinchè non
troverò queste tre specie>>. Il giorno dopo Scimmiotto
partì su di una zattera e rimase in viaggio per otto o nove
anni, finchè arrivò sul Continente Occidentale. L'
venne indirizzato verso la Montagna della Terrazza Sacra, dove risiedeva
un Immortale, il Patriarca Subodhi. Dopo un breve colloquio Scimmiotto
venne accettato come discepolo con il nome di Consapevole-di-Vacuità.
Subito iniziò il suo addestramento, studiando le Scritture,
discutendo di dottrina, esercitandosi nello scrivere, bruciando
incenso. Così facendo passarono sei o sette anni e una notte
il Patriarca diede appuntamento a Scimmiotto nella sua camera. Il
discepolo pregò: <<Insegnami la Via della Lunga Vita>>
e Scimmiotto ricevette l'Illuminazione. In seguito imparò
una formula magica per eseguire 72 trasformazioni e anche a volare
su di una nuvola. Dopo aver concluso il suo addestramento Scimmiotto
espresse il desiderio di poter ritornare tra i suoi sudditi. Così
il giorno dopo partì e in un attimo si ritrovò sulla
sua montagna. Le scimmie lo accolsero con grida e pianti, urlando
<<lunga vita al re>>, ma poco dopo dissero: <<grande
re, perchè te ne sei andato per tanto tempo, lasciandoci
nei guai; da un po' di tempo un demone si è messo a tormentarci.
Si è impadronito della grotta e si è portato via molti
bambini. Fortuna che adesso sei tornato. <<E quale demone
osa compiere questo scempio?>> urlò Scimmiotto <<raccontatemi
tutto e io vi vendicherò>>. <<Si chiama Demone
della Distruzione, e vive a nord>>. Il re Scimmiotto partì
su di una nuvola e arrivò alla dimora del demone, che prese
le sue armi e si apprestò a combattere con la scimmia. Appena
lo vide scoppiò a ridere, vedendolo così minuto, ma
Scimmiotto non perse tempo e attaccò il demone, dopo una
serie di colpi eseguì una delle sue migliori trasformazioni:
si strappò dai peli dal corpo e ognuno di essi si tramutò
in una scimmia uguale a lui. Scimmiotto prese la spada del demone
e con quella gli spaccò il cranio. Dopo averlo sconfitto
liberò le scimmie prigioniere.
Lo scontro con il demone fece venire in mente a Scimmiotto che
non aveva alcuna arma per difendersi dai nemici, così si
recò in una città, dove trovò un arsenale con
centinaia di armi. Tornò a casa e rifirnì ogni sua
scimmia di un tipo di arma, ma lui non era soddisfatto della scimitarra
del Demone della Distruzione e decise di cercarne una per sè.
Decise di cercarne una nel Regno del Mare; si recò quindi
nel palazzo del Drago del Mare Orientale; uno Yaksha lo fece entrare
a cospetto del Drago. Scimmiotto esaminò molte armi, ma nessuna
lo soddisfava, perchè erano tutte troppo leggere; finalmente
Mamma Drago e sua figlia dissero: <<Nel nostro Tesoro c'è
il ferro magico col quale fu sbattuto e spianato il letto della
Via Lattea>>. Lo Scimmiotto andò a guardre lo strumento;
era un grosso pilastro di ferro, lungo circa sei metri. Scimmiotto
lo prese e disse: <<troppo lungo e tropo grosso per me>>.
Immediatamente il pilastro si accorciò. Scimmiotto era tutto
soddisfatto per la sua nuova conquista e dopo aver ringraziato il
Drago disse: <<adesso vorrei un'altra cosa: mi piacerebbe
un nuovo vestito che stia bene insieme al pilastro di ferro>>.
Il Drago rispose: <<Mi dispiace ma non ho niente del genere>>.
<<E va bene>>, disse Scimmiotto <<ora provo il
ferro su di te e vediamo se non hai niente da darmi>>. Il
Drago si spaventò e chiamò i suoi fratelli, i Draghi
dei mari Meridionale, Settentrionale e Occidentale. Questi trovarono
dei vestiti e li porsero a Scimmiotto, che fu tutto contento. Uscendo
passò davanti ai Draghi e gridò loro in faccia: <<sporchi
vigliacchi>>.
Scimmiotto ritornà alla sua montagna e mostrò a tutti
i suoi sudditi il ferro appena conquistato. Dopo un grande banchetto
il re si mise a dormire e nel sonno due uomini lo presero, legarono
e trascinarono via. Quando aprì gli occhi vide una targa
in ferro con impresso: "Regno dell'Ombra". Scimmiotto
capì di essere capitato nel regno di Yama, e dopo aver ingrandito
il bastone che teneva nascosto picchiò i due assalitori e
si liberò, giungendo di fronte ai Dieci Giudici dei Morti.
Lì erano iregistri di tutte le persone e gli animali del
mondo con le loro date di morte; la scimmia impose di cancellare,
oltre alla sua, anche quella di tutti i suoi sudditi, che guadagnarono
così l'immortalità.
Un giorno giunsero all'Imperatore di Giada, che stava seduto a
Castel di Nuvole dalle Porte d'Oro, tutte le lamentele delle persone
che lo Scimmiotto aveva minacciato: i Draghi e i Giudici. Invece
di punirlo l'Imperatore di Giada decise di dargli un incarico nel
Regno dei Cieli, così da tenerlo tranquillo. Poco dopo lo
Spirito del Pianeta Venere venne a prendere lo Scimmiotto e portato
di fronte all'Imperatore. Scimmiotto fu nominato Pi-ma-wên
nelle Scuderie. Il re era contentissimo del suo ruolo, fino a quando
un giorno non chiese il significato del suo ruolo; i suoi collaboratori
spiegarono: <<è un grado troppo basso nella gerarchia
per essere considerato>>. La scimmia si infuriò e subito
si recò dalle sue scimmie. Lì scoprì che mentre
in Cielo erano passate due settimane sulla Terra erano trascorsi
dieci anni. Intanto in Cielo l'imperatore decise di punire lo Scimmiotto
per la sua fuga; chiamò Vaisravana e suo figlio Natha; organizzarono
un grande esercito e mossero contro il re Scimmiotto. Il re sconfisse
in duello Natha e l'imperatore decise di interrompere la guerra,
richiamando in Cielo la scimmia e dandogli il titolo di "Grande
Saggio, l'Eguale del Cielo".
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